L’8 luglio di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo: da una parte il ricordo di tutti i suoi caduti, dai migranti ai pescatori, ai marinai, alle persone che nel mare avevano trovato il lavoro o inseguivano una speranza; dall’altra tenere alta l’attenzione internazionale sui problemi geo-politici dell’area.

E’ in questa speciale circostanza che Caritas Italiana e FOCSIV hanno lanciato l’iniziativa “Dacci oggi il nostro pane quotidiano“, cui aderisce il Parco Culturale Ecclesiale “De Finibus Terrae” in special modo tramite l’iniziativa “Carta di Leuca“.

Un dramma senza fine che richiede di essere affrontato non con la logica dell’indifferenza, ma con la logica dell’ospitalità e della condivisione al fine di tutelare e promuovere la dignità e la centralità di ogni essere umano”: queste le parole di Papa Francesco durante la storica visita pastorale all’isola di Lampedusa, l’8 luglio 2013.
Il Santo Padre, in quell’occasione, ricordò le tante vittime dei naufragi, che in cerca di un futuro hanno perso la vita in mare, ma anche tutte le vittime della “globalizzazione dell’indifferenza“: i poveri, gli esclusi e i dimenticati.

Oggi sono loro i più colpiti oggi dalle conseguenze della pandemia, che ha causato un aumento delle diseguaglianze e una drastica diminuzione delle risorse essenziali per la sopravvivenza. Il 55% di persone nel mondo oggi vive senza alcuna tutela sociale. Hanno perduto i diritti umani fondamentali come quelli dell’accesso al cibo, alla salute, al lavoro dignitoso, e si ritrovano privi di ogni tipo di protezione e ancora più vulnerabili.

Il virus accelera la sua corsa, soprattutto nelle regioni più povere, nell’ultima settimana il numero di vittime e di contagi è così aumentato che è pari a quello registrato negli scorsi tre mesi, da quando è stata dichiarata dall’OMS la pandemia. Una vera catastrofe umanitaria su scala globale, una pandemia della fame e della povertà, secondo quanto indicato dal WFP – Word Food Programme, che toglierà i diritti umani basilari a più di un miliardo di persone, riportando il mondo indietro di oltre cento anni.

Caritas Italiana e FOCSIV in questa emergenza hanno unito le forze in un’alleanza “per amore degli ultimi”, per non dimenticare chi è rimasto indietro, perché senza una visione d’insieme non ci sarà futuro per nessuno.
In occasione della Giornata Internazionale del Mediterraneo è partita la Campagna “Dacci il nostro pane quotidiano”: un’occasione di impegno e mobilitazione per tutti, in primo luogo per sensibilizzare le comunità cristiane e tutta l’opinione pubblica per preparare insieme il domani di tutti, senza scartare nessuno, riflettendo e impegnandosi sui temi della fame, della povertà, del lavoro, dell’educazione, delle disuguaglianze anche basandosi sugli approfondimenti che verranno proposti mensilmente sul sito www.insiemepergliultimi.it.

Una campagna che si avvale della partnership di AgenSIR, Agenzia DIRE, L’Osservatore Romano, Avvenire, Famiglia Cristiana, FISC – Federazione Italiana Settimanali Cattolici, TV2000, Radio INBlu, Radio Vaticana, Vatican News e di Banca Etica come partner finanziario.

Il primo focus è dedicato al tema della fame, sono le conseguenze immediate delle ripercussioni economiche mondiali legate all’epidemia di Coronavirus, che, stando ai dati di previsione delle Agenzie ONU, potrebbero raddoppiare come numero delle persone che non avranno a breve il quantitativo sufficiente per nutrirsi. Dagli attuali 135 milioni di persone affamate a 250 milioni entro dicembre 2020.

Il PCE “De Finibus Terrae” e la “Carta di Leuca” aderiscono all’iniziativa e invitano tutti a sostenere opere che puntano a restituire a tanti uomini, donne e bambini i propri diritti fondamentali, a partire dal cibo, cure mediche, salute, istruzione, lavoro, azioni concrete che mirano a costruire relazioni, dialogo, pace, giustizia sociale, concorrendo allo sviluppo integrale dell’umanità, secondo quanto lo stesso Papa Francesco ci ha indicato nella sua Enciclica Laudato Si’. Perché nessuno sia lasciato indietro e solo, in questo tempo di mare in tempesta.

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