Carta di leuca - Pace nel Mediterraneo

Carta di Leuca

La pace come cammino che unisce i Popoli del Mediterraneo

Carta di Leuca è un laboratorio permanente, interculturale e interreligioso, dei giovani che vivono nelle diverse sponde del Mediterraneo e che si impegnano vicendevolmente nella costruzione di un futuro migliore, avendo a cuore la custodia del creato, la centralità della persona e la costruzione di percorsi di convivialità, nel rispetto delle differenze.

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Carta di Leuca si rivolge a tutti coloro che non si sono ancora rassegnati alla violenza, alla censura, all’autoritarismo e all’individualismo: persone che si assumano la responsabilità di aprire nuove vie di fraternità e nuovi cammini d’amicizia tra i popoli.

Nel cuore dell’estate, Carta di Leuca diventa un meeting internazionale che – attraverso esperienze di volontariato e cammini lungo le antiche vie – si propone come grande occasione per sollecitare un maggiore impegno di tutti verso la Pace.

Il senso della Carta di Leuca è nella “convivialità delle differenze”: la profezia di don Tonino Bello che indica un impegno per contrastare le povertà, le mafie e ogni altra forma di illegalità e di abuso.

Don Tonino Bello - 25 anniversario

Verso un’Alba di Pace

Ogni anno, una silenziosa marcia notturna

Fin dalla prima edizione, centinaia di giovani dalle diverse sponde del Mediterraneo sono giunti a Leuca per partecipare al Meeting, alla redazione e alla proclamazione della “Carta“, ma anche ai diversi momenti di festa, di convivio e di cultura. Giornate di incontro, di riflessione e di cammino, che si articolano attraverso interventi, testimonianze e lavoro comune. Il documento finale – sintesi delle diverse culture, delle diverse sensibilità e anche delle diverse fedi religiose cui i giovani appartengono – diventa un appello rivolto ai decisori politici ed ai Governi, per costruire un futuro di Pace nel Mediterraneo.

L’appello viene proclamato dopo una silenziosa marcia notturna – “Verso un’Alba di Pace” – che si snoda dalla tomba di don Tonino Bello al Santuario di Santa Maria di Leuca “De Finibus Terrae“.

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Già La Pira e Sturzo parlavano della centralità del Mediterraneo, ma oggi il tema torna alla ribalta per le note vicende occorse in questi anni. Noi, rifacendoci all’insegnamento di don Tonino Bello e di Papa Francesco, vogliamo educare i giovani a intendere il Mediterraneo come luogo di incontro, di dialogo, di convivialità e dunque di pace”.

Mons. Vito Angiuli

Il cardinale Bassetti ha detto che la Chiesa nasce Mediterranea. C’è quindi una identità nella dimensione della Chiesa che deve promuovere i valori dell’incontro, della convivialità e del superamento delle differenze in un dialogo che deve tendere ad armonizzarle”.

Mons. Vito Angiuli

Il Mediterraneo ha una importanza strategica geografica e politica ma porta con sé anche un bagaglio di natura culturale: qui sono nate le grandi religioni monoteiste, all’incrocio di tre grandi continenti. La collocazione storico-geografica e culturale-religiosa di questo mare lo rende un punto di riferimento necessario tanto per la Chiesa quanto per la società politica e civile“.

Mons. Vito Angiuli