Si è da poco conclusa la 4^ edizione di “Carta di Leuca” dal suggestivo titolo “Mediterraneo: agorà dei popoli”. Come presidente della Fondazione Parco “De Finibus Terrae” desidero rivolgere ancora una volta il ringraziamento a quanti hanno lavorato con dedizione e collaborato con intelligenza e passione per la buona riuscita di questa manifestazione che sta diventando sempre più patrimonio pastorale e culturale della nostra chiesa diocesana e di tutto il nostro territorio, riscuotendo consensi da parte di molti, sia localmente che a livello regionale e nazionale.

Anzitutto, il nostro grazie è per il nostro amato Pastore Mons. Vito Angiuli che ha voluto, promosso, sostenuto, incoraggiato e accompagnato il cammino di questa esperienza, intuendo bene che questa iniziativa con la sua modalità risponde pienamente ai tre fari che sin dall’inizio del suo ministero episcopale ha voluto indicarci.

  • Il faro della “fede del popolo di Dio si concretizza nel fatto che “Carta di Leuca” sta diventando sempre di più un “cammino di popolo” e sono proprio i giovani che coalizzano tutti gli altri e lo si vede soprattutto nel cammino notturno da Alessano a Leuca e principalmente la mattina del 14 agosto sul piazzale del santuario.
  • Il faro di “Don Tonino Bello, profeta di pace, che con la sua vita e il suo pensiero, sempre attuale, attrae i giovani e gli adulti a diventare gli artefici della pace guardando con occhi pieni di amore e di speranza i luoghi di oggi dove la pace è negata. Il Mediterraneo è oggi uno dei luoghi dove la pace è negata in nome di quella cultura della non-accoglienza di cui è vittima l’intero Occidente.
  • Il faro della “Madonna di Leuca – De Finibus terrae che è davvero la finestra spalancata sul Mediterraneo e sul mondo intero. La devozione del popolo cristiano alla Vergine Maria, terra senza confini, segno prospettico di quella nuova terra e di quei cieli nuovi che attendiamo, s’incontra con il desiderio più profondo che è nel cuore di tutti gli uomini di buona volontà e nei figli di Abramo che qui si possono ritrovare per incontrarsi, riconoscersi, dialogare e stringersi le mani per costruire nuovi ponti di amicizia e di fratellanza.

Il nostro vescovo nei suoi messaggi sul Mediterraneo, che ogni anno ci consegna (sui quali faremmo cosa buona a ritornare per meditare con attenzione!), sta dettando le linee programmatiche per interpretare e costruire la nostra azione pastorale nell’oggi della storia. Se siamo “una finestra sui Sud del mondo” come ci ha ricordato Papa Francesco nella sua storica visita ad Alessano sulla tomba di Don Tonino nel 2018, non è per stare a guardare dalla finestra ma per fare entrare il mondo nel nostro piccolo mondo proprio da quella finestra.

I suoi appelli sono mirati a far sì che la nostra chiesa diocesana agisca come un corpo organico animando dal di dentro tutto il nostro territorio perché espliciti sempre di più che la bellezza della sua vera tradizione è anzitutto nell’accoglienza dell’altro in quanto persona umana sia che si presenta nelle vesti di un pellegrino, di un profugo, di un esiliato, di un viandante o di un turista; è accoglienza del mistero di Cristo nella fede che si partecipa nella genuina devozione mariana e petrina, come ebbe ad insegnarci Papa Benedetto XVI nella sua storica visita al Santuario di Leuca nel 2008.

La nostra Chiesa diocesana si è già accorta del suo prezioso lavoro e, ne sono certo, sempre di più i parroci, il clero, i religiosi e religiose, i consacrati e i tanti fedeli laici che formano le nostre piccole e belle e laboriose comunità faranno proprie le istanze pastorali, culturali, spirituali e sociali che questa iniziativa porta con sé.

Eccellenza, grazie per tutto il lavoro che sta facendo per noi e con noi per il bene di questo Sud Salento che da periferia del vecchio e nuovo Impero, sta diventando faro luminoso di fede, di cultura e di passione pastorale e sociale per molti qui e altrove. Perdoni le nostre lentezze e i nostri discorsi dal fiato corto, stare dietro al pioniere non è cosa facile, ma una volta iniziato il cammino, la stessa strada è maestra di vita e la meta sempre nuova da raggiungere è il motore che mette in circolazione la speranza che non delude mai.

Carta di Leuca quale Meeting dei giovani del Mediterraneo nasce da una felice intuizione della fervida mente e passione creativa di don Gionatan De Marco, attuale direttore dell’Ufficio nazionale della Conferenza Episcopale Italiana per lo Sport, il Turismo e il Tempo libero, ed è stato il curatore delle prime tre edizioni. La Fondazione te né è grata, caro don Gionatan, e continuerà a portare avanti questa idea che si è rivelata originale, concreta, opportuna nel tempo che viviamo le cui potenzialità le scopriamo anno dopo anno cammin facendo.

Mi piace parteciparvi il messaggio che mi ha inviato la professoressa Sihem Debbj che ha tenuto una riflessione al convegno dell’11 agosto:

Caro Don Stefano, Ti scrivo per ringraziarti dell’opportunità che mi hai dato di conoscere il progetto eccezionale della Carta di Leuca, e di contribuire, a mio modestissimo livello, alla riflessione e alle iniziative che portate avanti. La Carta di Leuca è un progetto coraggioso, difficile ma cosi necessario. E’ bello vedere come riuscite ad edificare dei ponti ed a creare un’atmosfera di fratellanza, di amicizia e di gioia tra tutti i giovani impegnati nel progetto. Solo ciò è di per sé una sconfitta dell’impresa distruttiva proseguita da tutti i mercanti di odio, di violenza e di paura, e una finestra aperta su un futuro (e un presente) umano e luminoso. Cercherò di mobilitare l’Università Sorbonne-Paris XIII (il Master Coopération internationale et ONG) per consolidare ed ampliare le azioni connesse alla Carta di Leuca, nonché alcune associazioni del mondo arabo”.

Ringraziamenti

Ringraziamo i 150 giovani partecipanti a questa edizione di Carta di Leuca provenienti da alcune comunità parrocchiali della diocesi, da altre regioni d’Italia e da alcuni centri di accoglienza in Sicilia, Calabria e Puglia con giovani immigrati e profughi provenienti da 23 nazionalità dell’Africa, del Medio Oriente e dell’Europa.

Ringraziamo i giovani sacerdoti del servizio diocesano di pastorale giovanile nelle persone di don Salvatore Chiarello e don Davide Russo, coordinati da don Gianluigi Marzo con la collaborazione di don Salvatore Ciurlia che – insieme agli altri sacerdoti giovani, i seminaristi, le suore Marcelline, i giovani angels – hanno davvero faticato nell’organizzare le giornate di questa edizione con le sue varie tappe e i diversi momenti di cammino, di formazione e di partecipazione.
Abbiamo visto che i giovani partecipanti pur provenendo da 23 diverse nazionalità hanno avuto modo, grazie a voi, di interagire, di fare amicizia, di saper stare insieme. Lo abbiamo notato nello spettacolo finale in cui la diversità non solo è ricchezza ma è l’unico modo per costruire l’unità e la pace. Grazie al regista dott. Antonio D’Aprile e a quanti hanno collaborato con voi per l’ottima riuscita di tutta l’esperienza.

Ringraziamo la comunità di Alessano nelle persone del sindaco Francesca Torsello e del parroco don Gigi Ciardo insieme ad Anna Caputo per aver messo a disposizione “la casa della convivialità” e tutto il personale della Polizia Municipale e della protezione civile per la logistica e l’ordine pubblico; un particolare ringraziamento alla Fondazione don Tonino Bello nella persona del presidente Giancarlo Piccinni.

Ringraziamo la Comunità di Tricase, il sindaco Carlo Chiuri per aver concesso l’utilizzo dei locali del palazzo Gallone, i parroci e tutte le famiglie che hanno accolto i giovani per il pranzo. don Flavio Ferraro per la celebrazione di Domenica 11 agosto nella chiesa matrice con la presenza di Sua Eminenza il cardinale Francesco Montenegro.

Ringraziamo le comunità di Presicce-Acquarica nelle persone del Commissario straordinario dott. Claudio Sergi e dei parroci don Francesco Cazzato e don Antonio Morciano che – insieme ai loro collaboratori e a molte famiglie delle proprie comunità – hanno messo a disposizione dei partecipanti le proprie case.

Ringraziamo la comunità di Tiggiano, le famiglie, il sindaco Giacomo Cazzato, il parroco don Lucio Ciardo e tutti gli altri che hanno accolto i giovani facendoli sentire come a casa propria.

Ringraziamo nella persona di Mimmo Turco, delegato diocesano per il Laicato, tutte le associazioni cattoliche che hanno contribuito a preparare ogni mattina la colazione per tutti i partecipanti alla Carta di Leuca. Così come ringraziamo il Rettore-Parroco di Leuca don Gianni Leo, le Suore, il coro del “Roveto ardente” e tutto il personale del santuario per l’animazione della celebrazione eucaristica e la conclusione di Carta di Leuca 2019.

Ringraziamo la segreteria organizzativa: Antonella Martella, Federica Troisio, Enzo Chiarello, Vito Ferraro e Kalid Kakar per la fatica svolta con dedizione e amore in tutto il tempo precedente e seguente all’intera manifestazione. E ringraziamo con piena riconoscenza il faticoso lavoro degli addetti alle relazioni e alla stampa, dott. Federico Massimo Ceschin e dott. Maurizio Antonazzo che – seguendo passo dopo passo l’intero cammino – hanno tessuto sapientemente le difficili fila della comunicazione.

Ringraziamo le pubbliche autorità: la Prefettura di Lecce, la Provincia di Lecce, la Regione Puglia, in particolare l’Assessore Loredana Capone, i sindaci dei Comuni di Alessano, Tricase, Tiggiano, Castrignano del Capo e tutti gli altri sindaci – più di 10 – che si sono uniti a noi nel cammino e nella celebrazione finale. Erano presenti anche alcuni sindaci di paesi di altre diocesi.

La vostra presenza è per noi un sostegno che ci dà forza e coraggio. Aiutateci sempre!  Se bussiamo alle porte della vostra responsabilità è perché, insieme a voi, condividiamo il bene del nostro popolo e insieme, ne siamo certi, possiamo meglio affrontare le difficoltà e le problematiche che caratterizzano il nostro territorio.

Un grazie di cuore alle forze dell’ordine e ai volontari della protezione civile e a quanti hanno curato il piano della sicurezza e dell’ordine pubblico.

Ringraziamo quanti ci hanno sostenuto con il loro contributo generoso: la Fondazione Migrantes della CEI e la vicinanza amicale del suo direttore don Gianni De Robertis, il Ciheam di Bari e il suo direttore Dott. Maurizio Raeli, la Fondazione Mons. De Grisantis, la Diocesi di Ugento-S. M. di Leuca e quanti in modo personale e anche anonimo hanno voluto donare qualcosa di proprio per la buona riuscita della Carta di Leuca 2019.

Infine, permettetemi di rendere pubblico il mio personale ringraziamento ai membri della Fondazione PCE: don Gianni Leo, don Antonio Morciano, don Gianluigi Marzo, don Lucio Ciardo e il Dott. Federico Massimo Ceschin. Un piccolo gruppo che forma una bella squadra di lavoro.

Un particolarissimo ringraziamento sento di dover rivolgere, anche a nome degli altri amici della Fondazione, don Lucio e Federico, infaticabili sostenitori della buona causa di “Carta di Leuca” e dei “Cammini di Leuca”.


Quando si compie un’opera come questa i meriti e le responsabilità sono di tante persone, a ciascuna responsabilità va riconosciuto il suo particolare merito. Tuttavia, credo che il merito di Carta di Leuca, per il segno che è già diventato e per quanto ancora potrà rivelarsi, è di tutta la Chiesa di Ugento – S. Maria di Leuca.

Attraverso questa esperienza spirituale, culturale, sociale e pastorale la nostra Chiesa diocesana manifesta la sua ansia missionaria nell’uscire dal proprio recinto per accogliere quanti sono resi “ultimi” dall’odierna società per farli sentire “qualcuno” in una rete di relazioni personali e amicali.

La nostra Chiesa locale, interagendo con tutti i soggetti che compongono il vissuto quotidiano del nostro territorio, desidera promuovere le realtà locali in quella rete di relazioni sociali e pastorali che, secondo la felice espressione del nostro vescovo, costituiscono “la città diffusa del Capo di Leuca” per superare l’isolamento dovuto alla frammentazione e al campanilismo.

La Chiesa di Ugento – S. Maria di Leuca, consapevole dell’eredità spirituale che la Provvidenza ha posto nel suo grembo rappresentata dal Santuario della Madonna De Finibus Terrae, dalla testimonianza del servo di Dio don Tonino Bello e dalla diffusa testimonianza di carità e di fede del popolo di Dio del Sud Salento, si mette al servizio delle donne e degli uomini di oggi perché riscoprano la bellezza dell’essere persone amate da Dio.

Carta di Leuca è una finestra aperta sul Mediterraneo, Leuca stessa è l’avamposto naturale da dove tutto il Mediterraneo è racchiuso in un colpo d’occhio, ed è proprio dal Mediterraneo che prende le mosse per il suo metodo di lavoro con cui vuole mediare le diverse e opposte realtà e dimensioni per integrarle in quel dialogo fatto di vicinanza, ascolto, incontro, confronto, con cui s’invoca il dono della pace e si costruisce con non poca fatica la civiltà dell’amore.

Se riusciremo a perseguire questi obiettivi rappresentati dall’esperienza di “Carta di Leuca” il merito è di ciascuno di noi che la Provvidenza ha posto in questa piccola ma bella Chiesa di Ugento-S.Maria di Leuca.

La Madonna De Finibus Terrae accompagni ogni nostro cammino e Dio benedica tutti.

Ugento, 16 agosto 2019

Don Stefano Ancora
Presidente Fondazione Parco Culturale Ecclesiale