“Mediterraneo e pandemia: curare gli sguardi per un nuovo respiro di pace”
Noi, giovani dell’Europa e dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, consapevoli della grande lezione che ci viene dal tempo che abbiamo vissuto a causa della pandemia da Covid-19, sentiamo il bisogno di chiedere a tutti, dai singoli cittadini a chi ci governa, alcuni impegni che diano al mondo la possibilità di un nuovo respiro di pace.
Chiediamo innanzitutto a noi stessi di darci la possibilità di guardarci con uno sguardo nuovo, riconoscendo la preziosità che custodiamo, per essere pronti a guardare fuori di noi con l’abitudine a riconoscere tutta la bellezza possibile.
Chiediamo poi che tra noi ci siano incroci di occhi che non si fermino a vedere, ma sappiano guardare, per accorgerci di chi ci è a fianco, costruendo legami di simpatia con ciascuno, attraverso un dialogo aperto e rispettoso, con la consapevolezza che le differenze nutrono la fraternità.
Chiediamo, infine, a tutti gli uomini e le donne che amano la pace di costruirla, costruendo relazioni che curino sguardo e cuore, per abitare insieme la terra dell’amicizia fatta di simpatia, di comprensione, di dono e di perdono.
I nostri piedi hanno attraversato sentieri carichi di storia per giungere a De finibus terrae e scrivere insieme una pagina mai composta finora perché molti si incamminino su quel sentiero in cui i sogni e i bisogni di ciascuno si incontrano e si fondono in un grande respiro di pace, in cui risuoni la sacralità della dignità di ogni uomo e donna del pianeta che porta il proprio frammento dell’immenso tesoro nascosto delle nostre identità. Non è la forza fisica ma l’espansione del cuore che porta a raggiungere mete lontane!
De Finibus Terrae, XIV august MMXXI






