LUOGHI DI DON TONINO

A De Finibus Terrae si incontrano persone speciali! E ti proponiamo di incontrarne una ad Alessano, nel cuore del Capo di Leuca, in un’esperienza di visita, di convivialità e di senso: don Tonino Bello, uno straordinario sognatore, che molti accostano ai grandi santi della Chiesa ma anche a figure laiche di rilievo globale come Gandhi o Martin Luther King. Molti dei suoi insegnamenti portano il sapore del Vangelo: l’impegno di testimonianza, l’unità tra gesti e parole, la passione per la vita, l’amore per i giovani e per i poveri.

In un tempo come il nostro, contrassegnato da disincanto, da passioni tristi, da individualismi esasperati, in una società a capitalismo avanzato che continua a produrre nuove povertà, frammentazioni e conflitti, camminare sui passi di don Tonino seguendo il suo richiamo a farsi prossimi rappresenta un sapiente antidoto alla catastrofe sociale.

PRENOTA

ALESSANO

Come Betlemme, Alessano è un piccolo paese!
Come Betlemme, Alessano è un paese sconosciuto!
Come Betlemme, Alessano è stato scelto per una nuova rivoluzione d’Amore!
Se Betlemme è la città del pane, Alessano è la città del pane nuovo della speranza!
Qui, infatti, la Provvidenza ha voluto far nascere Antonio Bello, da tutti conosciuto come don Tonino, segno di quella fedeltà eterna con cui Dio continua a prendersi cura del suo popolo e con cui ha cercato di far suonare le campane della vita per risvegliare aneliti mai sopiti di gioia autentica.

Qui, in una casa come tante, il respiro profondo di un profeta dei nostri giorni tante volte ha cercato – come quando si suona allegramente una fisarmonica – di invitare gente come noi, angeli con un’ala soltanto, a lasciarsi andare nella danza stupenda della vita in cui la tenerezza di una carezza e il fuoco dei sogni la rendono bella e degna di essere vissuta sino in cima!

Immaginalo per un attimo, seduto lì sulla panchina della piazza, con lo sguardo luminoso e il volto sorridente che – dopo un bel sospiro – ti consegna le sue prime parole: «Rallegratevi nel Signore sempre, ve lo ripeto: rallegratevi, il Signore è vicino». Se l’invito alla gioia oggi è perentorio come non mai, non meno chiare sono le indicazioni che ci vengono offerte affinché si possa accogliere fruttuosamente il Vangelo della gioia.
Rischiando forse la semplificazione, potremmo individuare le condizioni di fondo, per esserne destinatari sicuri, in questi tre atteggiamenti: umiltà, fedeltà, utopia. Se poi le categorie astratte ci risultano difficili, possiamo dire che la gioia della salvezza viene accordata agli umili, agli uomini fedeli e ai sognatori.

CASA NATALE DI DON TONINO

Il civico 41 di Piazza don Tonino Bello non indica una casa qualunque!

Tra le mura di quella casa il vento della profezia ha spirato per anni e ora vi attende per accarezzarvi con le memorie custodite e farvi sperimentare la gioia di sentire pronunciare il nome di ciascuno in un modo tutto particolare, unico… perché in quel pronunciare il nome c’è il desiderio di Qualcuno di chiamarvi alla Vita felice, dove la gioia del dono è di casa e dove il respiro della speranza gonfia le vele del cammino quotidiano.

Beh, non vi rimane che oltrepassare la soglia!

CHIESA MADRE

Di fronte alla casa natale di don Tonino, la grande facciata della Chiesa Collegiata del SS.mo Salvatore vi sorride e sembra invitarvi ad attraversarla promettendo – come inciso nel grande stemma centrale – di fare dono delle ali della speranza grazie alle quali ogni croce diventa leggera.
Certo, questa facciata sembra solare, abbronzata dai raggi del sole che la accarezzano ma, se potesse, mostrerebbe volentieri il suo sudore per la fatica di essere edificata sulle fondamenta di una vecchia cattedrale romanica del XII secolo: oltre due secoli di lavori, frutto dei sudati sacrifici della gente di Alessano, per giungere alla bellezza odierna e consentire – una volta entrati – di ascoltare una buona notizia pensata per ciascuno di noi…

CONVENTO FRATI CAPPUCCINI

Le due braccia che si incrociano, inchiodate sulla stessa logica del dono sulla piccola porta del Convento, ci avvisano che stiamo per entrare nel mondo del Poverello di Assisi: un mondo “apparecchiato” per noi sin da 1628, in cui la semplicità si riversa nei cuori per farci assaporare – anche solo per un attimo – la dolcezza inebriante dell’Essenziale.
Il profumo di Francesco si percepisce non appena oltrepassata la soglia della porta della Chiesa dedicata a Santa Maria degli Angeli.
Tutto sembra farsi invito ad indossare il saio della perdonanza e a cingere la vita con quel cordone con tre nodi, che sono tre promesse di Dio prima ancora di essere tre voti degli uomini: Gesù, il Signore, si fa povero per arricchirci, è Lui il fedele per sempre, è Lui che si fa obbediente fino alla morte in croce, per amore.
Uno spettacolo si apre agli occhi: la magnifica macchina lignea che fa da cornice al Vivente, presente nel tabernacolo.

TOMBA DI DON TONINO

È davvero strana la meta di questo nostro camminare: se non fosse che il luogo in cui siamo entrati è un cimitero… non normale!
Qui la santa pace della morte e del disimpegno si scontrano con la benedetta pace della vita e dell’impegno. E il campo di battaglia è il cuore di ciascuno, sempre combattuto tra la comodità della casa e la fatica della strada…
Eppure qui, ogni giorno, il profeta Bello si racconta e stuzzica con la sua presenza silenziosa nostalgie arcane di una gioia di cui ci si accorge di aver fame… e lui, con il suo invito: «In piedi, costruttori di pace!», oggi innaffia i vostri desideri più veri e li trasforma in sogni!
Certo, non sono i sogni dei vagabondi o degli astuti commercianti di felicità con gli sconti, ma sono i sogni veri ad essere svegliati e ad essere invitati ad intraprendere la danza della risurrezione nel cuore e nella mente di ciascuno!