

A trent’anni dalla scomparsa di don Tonino Bello, a cento anni dalla nascita di don Lorenzo Milani, noi giovani dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo riuniti qui a De finibus Terrae per la Settima Edizione della Carta di Leuca, sentiamo forte il bisogno di essere profeti di speranza e sentinelle di giustizia in un mondo sempre più affamato di allora.
Abbiamo a cuore la cura dello sguardo. In questi giorni abbiamo imparato che dalla luce dei nostri occhi dipende la luce della nostra vita. Ed è su quella luce che nasce il rispetto per ogni uomo e donna che incontriamo ogni giorno, in tutte le strade del mondo. Ogni volto è una storia da leggere, da ascoltare, da condividere.
Anche quando l’altro ci prende in giro, sentiamo il dovere di fare una sosta veloce riconciliante e di essere sempre e comunque artefici del perdono.
In un mondo lacerato da divisioni e conflitti vogliamo essere i giovani delle alleanze: con le istituzioni, tra le associazioni, nelle comunità. Se da soli si va più veloci, insieme si va più lontano.
Papa Francesco ci ha ricordato in Liston che “tutto” nella vita ha un costo. Solo l’amore di Dio è gratuito. È vero: questo amore lo abbiamo ricevuto gratuitamente, e daremo questo segno e questo sogno anche a chi vogliamo da oggi gratuitamente.
Soffino forti sul Mediterraneo i venti della nuova umanità: portino la pace che i popoli desiderano, la giustizia che bramano i bagnati, la speranza che cercano i disperati.
Santa Maria De Finibus Terrae benedica il nostro proposito di pace.









